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© Anake
Cose Così [m'innamori]

Crepitio
di follia a due
un lento cremisi
e mi sussurri parole
In pizzo nero
t'ascolto di seta
Amore
Venexiana
Les Folies érotique
© m0rgause

Fiori di luce (renga)
©m0rgause
fiori di luce
velluto di carezze
tiepide carni
nel giardino d’inverno
ho sognato per ore
i tuoi capelli
scintillanti di rame
nel nostro sole
il tuo corpo leggero
struggente di bellezza
labbra di seta
mani alate d’uccello
coppe di seni
dentro di te si spegne
la mia febbre di vita
Les Folies érotique
© princess06

Spargi i tuoi baci
- sulla mia pelle adombrata -
come rugiada sui fiori
Vi è riflessa la luce
del Sole
e tutte le ombre
che nei capricci di Luna
inesorabilmente
s'attardano
Les Folies érotique
© princess06

Dal Mito di Orfeo ed Euridice
Euridice muore uccisa da un serpente mentre scappa dalle grinfie di Aristeo. Orfeo decide allora di andarla a riprendere. Dunque, trova a Cuma la discesa per gli Inferi. Giunto lì incanta Caronte, Cerbero e Persefone. Ade acconsente a patto che egli non si volti fino a che entrambi non siano usciti dal regno dei morti. Insieme a Hermes (che deve controllare che Orfeo non si volti), s’ incamminano ed iniziano la salita. Euridice, non sapendo del patto, continua a chiamare in modo malinconico Orfeo, pensa che lui non la guardi perché è brutta, ma lui, con grande dolore, deve continuare imperterrito senza voltarsi. Appena vede un po' di luce, Orfeo, capisce di essere uscito dagli Inferi e si volta. Purtroppo, però, Euridice ha accusato un dolore alla caviglia morsa dal serpente e, dunque, si è attardata... Quindi, Orfeo ha trasgredito la condizione posta da Ade. Solo ora Euridice capisce e, all'amato, sussurra parole drammatiche e struggenti: «Grazie, amore mio, hai fatto tutto ciò che potevi per salvarmi». Si danno poi la mano, consapevoli che quella sarà l'ultima volta. Orfeo vede scomparire Euridice e si dispera, perché sa che non la vedrà più. Decide allora di non desiderare più nessuna donna dopo la sua Euridice. Un gruppo di Baccanti ubriache, poi, lo invita a partecipare a un'orgia dionisiaca. Per tener fede a ciò che ha detto, rinuncia, ed è proprio questo che lo porta alla morte. Le Baccanti infuriate lo sbranano e gettano la sua testa in un fiume, insieme alla sua lira. La testa cade proprio sulla lira e galleggia, continuando a cantare soavemente. Zeus, toccato da questo evento commovente, prende la lira e la mette in cielo formando una costellazione.
Robert Browning
Euridice a Orfeo
Sì, dammi la bocca, gli occhi, la fronte,
e insieme mi prendano ancora
- un solo sguardo -
ora mi avvolgerà per sempre
per non uscire mai dalla sua luce,
anche se fuori è tenebra.
Tienimi sicura, avvinta
al tuo sguardo eterno.
Le pene di un tempo, dimenticate, e il terrore
futuro, sfidato
- non è mio il passato né il futuro - guardami!
La tua ninfa … il mio bosco
E il suo amore le disse:
Eccomi
Ti guardo e vedo in te
infinita dolcezza e amore
Né passato né presente
accanto al futuro
un letto di fiori e viole
Sentirò la tua presenza
oltre il confine del sonno
E sarà per l’eterno
un nuovo giorno
Ninfa del bosco
dagli occhi di cerbiatta
nel buio hai paura
ché la selva è grande e scura
Io son qui e ti conosco
sono roccia liscia e piatta
come altar che reca in chiosa
"sei l'Amore o Mia Sposa "
La ninfa
Era uscita dalla stanza per riprendere fiato e ricercare nell’energia del cosmo le forze che le sarebbero servite per amarlo ancora e risvegliare in sé quell’ardore di amante che gli voleva dedicare. Così lo avrebbe onorato.
Lo aveva lasciato assopito nel letto colto dal torpore del lungo orgasmo, e prima di uscire ne aveva accarezzato teneramente con gli occhi lo sguardo, nascosto dietro le palpebre abbassate e lievemente accostate come a trattenere la sua visione. Ma lei sapeva che sarebbe ritornata presto, come presto avrebbero ripreso a farsi l’amore, così … come sempre … con la stessa passione del primo incontro, con la medesima nostalgia, quella che provavano a ogni appuntamento anche nel momento in cui s’incontravano e negli istanti in cui si salutavano.
Nel bosco, fra le piante, avrebbe potuto parlare con il linguaggio segreto che unisce e rende possibili i messaggi fra quelle creature.
Mentre avanzava sul sentiero, vide gli occhi lucidi e scuri degli scoiattoli, perle nere fra il verde, e fu attratta dal loro gioioso squittire, dalle corse frenetiche lungo i rami, dalla curiosità nel vederla, da quel leggero tremore che provavano fra uno scatto e l’altro della loro corsa, interrotto e poi ripreso, e così via a seguire nel risalire e ridiscendere quasi sfiorando appena la corteccia rugosa dei pini. Avrebbe potuto diventare una di loro e ne sarebbe stata felice, ma c’era lui che l’aspettava, in quegli occhi appena chiusi, in quella trepidazione per non volersi addormentare e così perdere le sue carezze, i suoi baci … e il profumo del suo giglio rosato fra le cosce.
Anche lì in mezzo al bosco lei avvertiva il suo odore, lo percepiva a ogni passo, lento, misurato, senza confini e il desiderio di tornare subito da lui diveniva potente. Lo avrebbe di nuovo guardato negli occhi per rintracciare la sua stessa immagine, impressa lì e immutabile.
Lo sentiva respirare negli steli dell’erba alta che le sfioravano le caviglie e nell’agitarsi delle foglie sui rami.
Lui era nei fremiti delle sue gambe nude, nei pori della sua pelle chiara, nell’alito della sua bocca, ma era anche nel bosco, dove lei aveva vissuto e a lungo lo aveva atteso.
Un raggio di sole filtrò tra le fronde e si sentì illuminare, poi un fruscio, il fuggi fuggi degli scoiattoli, la brezza che si smorzava. Tutto era presenza!
Infine lo vide dietro di lei. Sorrideva. La raggiunse lentamente e la cinse in un lungo, delicatissimo abbraccio.
Tutto tacque improvvisamente e ricominciarono ad amarsi nel grande letto del bosco.
Les Folies érotique
© m0rgause

Sott’acqua
©m0rgause
Noi siamo sassi che la marea trascina e spinge
l’uno sull’altro.
La risacca si frange sui nostri corpi nudi
mentre il battito irregolare dell’Oceano
pompa adrenalina nelle vene.
Il lampo rosso del desiderio brucia l’aria:
nel gioco a incastro de nostro affannato volerci
rotoliamo sul fondo marino...
forse le scintille del piacere sono più luminose
sott’acqua...
...poi ci scriviamo poesie con la lingua sulla pelle salata
mentre il respiro riprende, da lontano.
A Te, A Cuba
Les Folies érotique
© LesFolies

Le tue mani
sul corpo
il tuo respiro
sul viso
invita al senso
lucido il corpo richiama
scivola basso
leggero nero
sul seno guarda
Les Folies
Les Folies érotique
© OnlyTheNight
Les Folies érotique
© m0rgause

La Rossa di Renoir
©m0rgause
(Lettura adatta a un pubblico adulto)
Guardo fuori della finestra: il sole sopra la neve agita riflessi rossastri, roghi sparsi su tutto quel bianco.
Sono accovacciata nella vecchia poltrona vicino al camino acceso con il portatile in grembo
e questo incendio invernale mi ricorda te, mia bellissima, che dormi nel lettone ignara di quello che sto scrivendo.
Ti guardo attraverso la porta spalancata della camera: il nostro rifugio sull'Apennino non è un palazzo, due stanze soltanto e un piccolo bagno.
I tuoi capelli rossi risplendono sul cuscino; di te non si vede altro, il piumone ti copre tutta , ma il corpo…lo intuisco chiaramente sotto la pesante coperta.
L'ho ancora nelle dita la tua carne bianca di “rossa”, soda e tenera, tutta da divorare.
Il mio pasto di questa notte, vera abboffata dei sensi.
Forse in altre epoche ti avrei anche sbranata, per tenerti per sempre con me.
Quando ci siamo incontrate ( e subito prese) ho pensato a te come a una donna di Renoir dalla pelle lentigginosa e lattea, con lunghe gambe dalle cosce piene, come i seni e le anche, snella di vita , le braccia e il collo esili, il viso molto più giovane dei tuoi anni, gli occhi verdastri striati di marrone , dalle strane palpebre socchiuse a filtrare lo sguardo ammiccante.
Ho notato con un brivido di eccitazione la tua bocca carnosa, grande, con il labbro superiore a forma di cuore e l'altro rigonfio, una bocca sensuale, da riempire di baci, con il mento tondo abbellito dalla fossetta nel centro e i capelli, una selva soffice, gonfia, una fiamma a coprire la fronte e le orecchie.
Una testa da paggio o meglio da cherubino.
Mentre ti guardavo mi sentivo stordire da quello strano odore che alcune donne emanano; è il profumo di un nettare, di un miele che viene fuori dalla loro pelle, dai capelli, dalla peluria , da tutto.
E che ha il potere di rendere vana ogni difesa della mente e dei sensi.
Così, mentre tu parlavi, il viso già complice accostato al mio in quella confidenza tenera che a volte si instaura subito tra femmine , ho sentito una straordinaria dolcezza sciogliermi le ossa, e rendermi debolissima, tanto " fatta" di desiderio di te da vergognarmene.
Allora ti ho proposto questo fine settimana nel mio rifugio, tra la neve, e tu accettasti subito, con entusiasmo; dicesti che volevi allontanarti anche solo per due giorni dal tuo uomo e dalla vita solita :
“Che bello stare con una donna, per un intero week-end; ne ho bisogno; Fede, ci divertiremo, vedrai ...” hai detto candidamente.
Così siamo partite dalla città, con il mio fuoristrada, abiti pesanti e viveri.
Lungo il cammino abbiamo cantato a squarciagola le canzoni di Vasco , l'Unico, una comune passione.
Dentro la macchina l'atmosfera era già rovente, l'odore di sesso tutto al femminile si tagliava tanto era denso ed io per la prima volta dopo parecchi giorni mi sentivo felicemente eccitata, pregustando quello che mi aspettava, che ci aspettava, perché non avevo dubbi che anche tu volessi quello che volevo io.
Ti è piaciuto subito il "rifugio", una autentica casa delle fate sommersa da pini e castagni , in completa solitudine.
In effetti l'ultima abbondante nevicata conferiva al paesaggio forme e colori di magia.
“Ma è proprio come me l'avevi descritta, Fede, ci mancano solo i folletti e gli gnomi...”
dicesti scendendo dal Nissan pick-up e sprofondando nella neve con i tuoi stivali cittadini.
Poi ci demmo da fare , una volta sistemata la macchina nella baracca che funge da garage, a portare in casa i bagagli.
Cominciasti a saltare rabbrividendo per il gelo delle stanzette. Dalla volta precedente avevo lasciato nel ripostiglio legna in abbondanza e subito mi son data da fare ad accendere i grandi camini, che occupano due pareti della minuscola abitazione.
Ti meravigliasti di quanto fossi veloce a trasportar legna e abile con il fuoco; già, non ho mai seguito un corso di sopravvivenza, ma penso di poterne fare tranquillamente a meno , visto che nessuna difficoltà "manuale" mi spaventa.
Subito l'atmosfera cambiò; ci togliemmo i giacconi, e di fronte al fuoco cominciammo a spogliarci per rivestirci di indumenti più comodi...
Rivestirci?
Tremavo , nell'attesa di vederti nuda e da come ci guardammo capii che per te era lo stesso.
Allora i gesti si sono fatti lenti, studiati, perché tutte e due abbiamo l'orgoglio sfrontato del nostro corpo.
Fino a che tu, amore mio, non rimanesti con un body verde chiaro, sottile, quasi estivo, che ti fasciava il corpo, lasciando sporgere dal pube piccoli ciuffi da leoncino.
Sorrisi tra me notando che per venire in mezzo al freddo ti eri messa velatissime autoreggenti sotto stivali dai tacchi alti, anche se robusti. Mi guardasti diritto negli occhi e io in slip e reggiseno non sentivo il freddo: bruciavo di desiderio senza sentirmi per una volta la femmina che il maschio cerca di violare, conquistare , soggiogare come mi succede solitamente nella guerra amorosa che contraddistingue i miei rapporti con gli uomini e che mi porta a volere, anche se inconsciamente, sopraffare il patner (e buona parte del piacere sta proprio in questa specie di battaglia erotica).
Al contrario stavo annegando nella tua femminilità, nel tuo odore, mentre la lingua fremeva al pensiero di gustarti.
E non ti avevo ancora toccata.
Lo facesti tu.
Con un gesto rapido prima sfilasti il body poi mi slacciasti il reggiseno e facesti scivolar giù per le gambe lo slip.
Poi ti sei stretta a me con tutto il corpo e io sentivo le punte dei tuoi seni bucarmi, mentre spingevi il pube contro il mio, comprimendo e sfregando.
Avevi tenuto gli stivali, così le nostre bocche erano allo stesso livello: ti infilai le mani nei capelli (mi parve di entrare in un nuvola rossa) e ti baciai: un bacio profondo, affamato di te. Non trascurai la minima superficie della tua bocca, le labbra, la lingua, il palato, tanto che non so se il nostro bacio sia durato minuti oppure ore.
E rimanemmo per qualche minuto così, come due strani lottatori ubriachi che si sorreggono a vicenda per non perdere l'equilibrio. A un certo punto ti sei staccata da me e nascondendomi il viso nel collo hai cominciato a strofinarti contro una delle mie cosce, mentre le dita si intrufolavano violente nel mio sesso che ti voleva tanto da star male.
Allora ti ho spinto sul letto e finalmente ho potuto aprirti le gambe per guardare da vicino l'oggetto del mio desiderio: la micia dai riccioletti rossastri e dal monticello di carne gonfio e rigido, al di sopra delle labbra gemelle umide dei tuoi sapori.
Poi ho immerso il viso in te baciando e leccando i petali vermigli del tuo fiore per tutta la loro lunghezza, entrando con la lingua nella vagina stretta , cercando il clitoride, per aspirarlo, stimolarlo, bagnarlo di saliva, mentre ti facevo scivolare dentro le dita; volevo sentirti gridare, volevo il tuo piacere, volevo il tuo corpo per aprirlo e vedere come sei fatta dentro, per cercarti l'anima...
Come se mi avessi sentita, ti inarcasti contro di me gemendo per poi ricadere sul letto come una bambola di pezza, mentre io continuavo a leccarti per bere di te fino all'ultima goccia;
Che strano sapore, forse aveva ragione quel tale che diceva che a seconda del tipo di donna (bruna, rossa, bionda, castana) varia il sapore dell'intimo nettare.
Il tuo assomiglia a quello del miele di marroni.
Ansimando mi sdraiai vicino a te abbracciandoti.
Restammo così, strette l'una all'altra in un piacere lattiginoso, snervante, anche se io avevo ancora il fuoco tra le gambe.
Mi guardasti tra l'arruffio dei capelli rossi e senza parlare ti chinasti su di me , cominciando dai seni, che succhiavi come farebbe un bimbo mordendoli leggermente( hai dei denti così piccoli) e procurandomi brividi di sovraeccitazione; poi scendesti sul ventre e mentre i miei gemiti si intensificavano, ti alzasti di colpo.
Non capii subito quale era la tua intenzione , fino a che non ti vidi prendere una bacinella, aprire la finestra e riempirla di neve.
"L'ho visto fare in un film, proviamo?"
Mi preparai a stare al tuo gioco (conosco quel film), ero sicura mi sarebbe piaciuto oltre ogni limite.
Così cominciasti a deporre dei piccoli fiori di neve sui miei capezzoli, tra i seni, nell'ombelico. Gridai per il freddo tendendo i muscoli , ma subito il grido si trasformò in mormorii di piacere perchè tu leccavi con destrezza quella neve, riscaldando la pelle con la lingua bollente: mi pareva di impazzire per le mille sensazioni che il mio corpo stava provando.
E laggiù, tra le cosce, stavo bruciando al rogo dei tuoi capelli.
Mi apristi le grandi labbra con delicatezza , per deporre anche lì i tuoi fiori di neve; spalancai la bocca, ma restai muta: la sensazione acuta di freddo che equivaleva ad una scottatura, nel pensiero, nella realtà mi procurava un lancinante ambiguo piacere.
Poi la tua lingua arrivò a spegnere il calore del mio ventre, succhiando la neve , sciogliendola sulle mucose vermiglie.
Le dita erano abili quanto la bocca mentre ti pascevi del mio sesso, leccando, aspirando, odorando; mi mordesti leggermente il clitoride e l'orgasmo fu immediato, travolgente, pareva non aver fine, mentre le pareti della vagina tenevano dentro di sè strette le tua dita dalle unghie corte, infantili.
E poi fosti tu a sistemarti accanto a me, le braccia sul mio seno, la bocca nell'incavo tra il collo e la spalla, dove continuasti a somministarmi piccoli baci, mormorando parole senza senso, proprie degli amanti soddisfatti.
Ma questo era ieri pomeriggio, poi abbiamo avuto una lunga notte, una delle più belle che io ricordi, ci vorrebbe un romanzo per descriverla. Siamo tutte e due molto fantasiose.
Che sarà di noi, quando torneremo nel mondo?
Non voglio pormi per ora questo problema; vedo che ti stai agitando, sei quasi sveglia, preparo un altro caffé, anche per te: mi è tornata la voglia di farti l'amore...
Les Folies érotique
© Greta Rossogeranio
<p align="justify"><img src="http://4.bp.blogspot.com/_G93BsbgkwFY/SjdqjvZMUnI/AAAAAAAAF_w/4bqpgogEp10/S1600-R/ridi.jpg" alt="" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" /></p> <div align="justify"> </div> <p align="justify"> </p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"><font size="3"><strong><font color="#a91d20">Prendi tutto</font></strong></font></p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"><strong><font color="#a91d20">© Greta Rossogeranio</font></strong></p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"> </p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"> </p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">La vita di una Donna confina sempre con il mistero.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">Ogni azione è l’evocazione lirica di un momento corrotto; il miraggio in lontananza di un sentimento forte, sofferto.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"> </p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">Nessun virtuosismo accattivante, quello che riporto con i toni del sussurro.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">Tante situazioni vere in episodi allucinati, tra i tortuosi labirinti di una vita spesa di corsa.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"> </p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">Ma non c’è fatto che non trovi redenzione; non c’è cura che trascolori le gramaglie più buie di un’emotività greve.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"> </p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">Ripercorro il sincretismo lanceolato della mia essenza; una moltitudine di progressi affollati di nullificanti inediti.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">Di giorno, il rifugio laborioso e denso della professione.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">Di notte, l’irruzione aliena e sfrontata di demoni e auspici; inesprimibili in uno stralcio di chimera.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"> </p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">Una vita in latenza; l’unica maniera possibile per me, di esistere.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"> </p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">Poi c’è l’Amore che non arriva mai, ed io credo sempre che veleggi altrove.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">Ma rimango una donna diabolica e dirigo ancora il brano oscuro delle cose.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"> </p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">Come una pazza, continuo a battere tasti infedeli in gran delirio.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"> </p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">Navigando nelle ore disturbate dall’insonnia, mi sono imbattuta in un sistema intestino di processi intimi, un’industria che produce mutazioni e vibrazioni.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"> </p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">Le tecniche degli uomini si somigliano in modo incredibile e sono impresse nella mia memoria, anche se ne ho dimenticato tutte le premesse.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">In fondo, non ho mai avuto un amante virtuale.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">Forse è successo in passato, ma solo nella mia testa.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">Tutti cliché.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"> </p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">Eppure quella sera ci siamo scritti per caso, sul filo dell’elettricità e morbidezza che solo la solitudine sa dare. <br /> E’ stato un istante rarissimo in cui la sensibilità amplificata dall’incoscienza ha realizzato una sua fantasia.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">E la storia ha avuto inizio con l’aspirazione agli impulsi e la parola s’è fatta carne.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"> </p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">Così ti ho incontrato, in modo unico e insolente; ora sei il mio pensiero ardente, rimirato dalla stabilità di una comoda sedia.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"> </p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">Ho delimitato con due tatti rossi lo spezzone di foglio sul quale è impressa la tua dedizione.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">Ci penso e ci ripenso a quello che mi ha profferto.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">La verità è in questa emozione, il punto affocato che ho individuato senza rumore.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"> </p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">Sono davanti allo schermo acceso che mi ha accolto in ubbidienza silenziosa.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">Sto ritrovando immediata confidenza con il mezzo; la coinvolgente progressione del corteggiamento sarà presto sostituita dalla stravagante mossa seduttrice.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"> </p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">Finalmente stiamo per guardarci dentro, dopo un sacrificio epistolare che s’è ripetuto ogni giorno.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"> </p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">Mi sta assalendo una sensazione d’ottimismo che di solito s’accompagna ai mesi estivi.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">Eppure siamo già a novembre e posso percepire le spine che fanno appassire d’invidia le rose.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"> </p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">La mia stanza trasuda caldura e mormora di quiete.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">Rimango immobile davanti al quadrato contando i minuti del mio orologio che impiegano troppo tempo a scattare.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">Qualcosa nel mio intimo si è dileguato.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">Oramai l’ambiguità s’è fatta avida e invade la testa.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"> </p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">Accendo la cam e mi scontro con due occhi pervertiti.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"> </p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">Eccoti qui, mio caro amante anelato.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"> </p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">Le premesse, con vaticini carichi di mistero, me ne avevano descritto il nome e disegnato il volto.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">Le missive, dopo lunghi soprassalti, si erano allenate a sostenere la propaggine dei sarmenti ed ora luccicano di febbre.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"> </p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">Quanti momenti solo per te, agognanti la visione e il corpo.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">Struggenti per le lunghe vigilie e dardeggianti per le subitanee speranze.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">Serrati in trepidazione per l’ultima struggente enfasi.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"> </p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">Prima di fasciarti con la trama tiepida del mio complotto, nella camera intrisa di votive e di fiori, rispondo da prescelta prostrandomi ai tuoi occhi.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"> </p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">L’attesa di vederti non ha rubato la capacità di trasalire, di aguzzare la vista che ora mi si squama come l’ultimo acino d’uva che rosseggia tra i pampini.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">La nostra stagione di primizie è la favella.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"> </p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">Il pauroso affiatamento sensuale sta tramutando l’aria in vizio; i nostri corpi lucenti come latta stanno scoppiando in puntini di risoluzione verso l’ultimo spunto di bacio.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"> </p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">In una sorta di dignità romantica mi lascio mettere le mani addosso.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">Le tue palpebre mi sfiorano e sono tenere come polpa di frutta matura.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"> </p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">Prendi tutto.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"> </p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">La tua mano separata da me sogna di riempire un vuoto.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">Al primo contatto con la pelle contamina ogni forma di pudore e accende lo sguardo su tutte le generazioni future.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">E’ la dolcezza sadica di un Bene che resta; un corpo complesso che s’offre in appendice, il cui attraversamento è possibile.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">L’accelerazione elastica che pretende il momento e lo tocca.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"> </p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">Mai notte mai giorno, l’eterna stagione dell’attimo.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">In dissolvenza, diseredati della santità armoniosa dei vestiti, nella direzione dei fiati.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">Sprofondati nel sogno, nel gioco, dove l’umidità ne conserva la forma tiepida e erotica.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"> </p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">Prendi tutto.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"> </p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">Di me, lavoratrice già di primo mattino.</p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"> </p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"> </p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"> </p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"> </p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"> </p> <div align="justify"> </div> <p align="justify" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal">“C’è sempre qualcosa di assoluto nell’incontrare qualcuno in un luogo segreto; perché due solitudini diverse possano aiutare a vivere l’eccezione”. G.Rossogeranio </p>
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